Opportunità promettenti nell'UE per i rivenditori online britannici dopo la 'Brexit'

È possibile che a breve gli europei smettano di fare acquisti sui siti di e-commerce britannici. Questa è un'opportunità che la aziende europee non devono lasciarsi sfuggire.

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Chris Hutchins

20 luglio 2016

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"Brexit significa Brexit."

Parola di Theresa May, che è stata recentemente confermata come 56° Primo Ministro britannico. È chiaro che May e i suoi alleati politici porteranno avanti l'attivazione dell'Articolo 50, che innescherà formalmente il processo di divorzio della durata di 2 anni del Regno Unito dall'Unione Europea. Tuttavia, non è ancora molto chiaro come sarà il rapporto post-Brexit / tra Regno Unito e UE nel 2018.

Una cosa è certa: se il Regno Unito e la UE non raggiungono un accordo di libero scambio commerciale, l'influenza dominante del settore dell'e-commerce britannico sul continente europeo sarà destinata a finire. Attualmente, i mercati europei rappresentano più del 50% delle esportazioni degli e-retailer del Regno Unito. Più chiaramente, questa percentuale comprende un quinto dell'economia della vendita online del Regno Unito o più del 6% del PIL del Regno Unito.

In questo scenario, a causa dell'aumento delle tariffe e dei dazi doganali, i consumatori sul continente europeo non spenderanno più così tanto denaro sui siti di e-commerce del Regno Unito. Le vendite transfrontaliere saranno più costose e più complesse. È probabile che questo porti a intaccare la posizione attuale del Regno Unito come terzo mercato di e-commerce più grande del mondo, e la sua quota di e-commerce globale prevista pari a circa il 20% entro il 2019.

Inoltre, è probabile che questo abbia un effetto anche sui 3 milioni di posti di lavoro nel Regno Unito collegati all'esportazione di prodotti verso la UE.

Come abbiamo affermato precedentemente, questa è una cattiva notizia per gli e-retailer del Regno Unito, ma una fantastica opportunità per i rivenditori nella UE.

Cogli l'attimo

Se i consumatori europei evitano i costosi prodotti britannici post-Brexit, in palio potrebbe esserci una grande fetta del mercato dell'e-commerce B2C da 174 miliardi di euro (191,5 miliardi di dollari) del Regno Unito. I rivenditori continentali lungimiranti posso approfittarne per corteggiare i consumatori regionali con siti di e-commerce pubblicati nelle lingue utilizzate da quei consumatori.

Come ha scritto di recente un CEO con base a Berlino: "Per accaparrarsi i portafogli dei consumatori online nell'UE, agli e-retailer non serve altro che un po' di traduzione.

E il premio è ghiotto. Gli e-shopper europei hanno speso 1.540 euro in media online lo scorso anno. Attualmente, più di 65 milioni di europei fanno acquisti online da altri Paesi europei. Ma, secondo un'associazione di e-commerce svizzera il mercato UE potenziale è molto più ampio: circa 685 milioni di persone.

Dunque, come ha scritto un collaboratore di Fortune lo scorso mese, "L'Unione Europea uscirà con ogni probabilità vincitrice" nei giorni successivi alla Brexit.

"Finalmente, Germania e Francia potranno procedere verso il loro grande obiettivo di creare un potere mondiale unificato in grado di reggere il confronto con Stati Uniti, Cina e Russia", ha spiegato il collaboratore. "Una politica estera comune, una banca centrale comune, una rete di difesa comune e una politica fiscale comune sono tematiche di nuovo sul tavolo con il Regno Unito fuori dai giochi."

Consigli per attirare i consumatori elettronici continentali

Allora qual è il modo migliore per i rivenditori con sede in Europa per prepararsi al paesaggio dell'e-commerce post-Brexit? Se non lo hanno ancora fatto, è fondamentale lanciare esperienze di e-commerce in più lingue. Non esiste un modo più immediato o autentico di creare fiducia nei consumatori e di semplificare l'esperienza transazionale.

Anche predisporre questi siti in modo che accettino i metodi di pagamento preferiti a livello locale è importante. Le abitudini di acquisto degli europei sono diverse da mercato a mercato, così come lo sono le piattaforme di pagamento preferite.

Uno di nostri clienti del settore della rivendita ha lanciato un sito di e-commerce per servire il mercato dei Paesi Bassi. Il sito tradotto stava ottenendo buoni risultati, ma dopo aver integrato il supporto per iDeal, piattaforma di e-wallet molto popolare a livello locale, le vendite sono cresciute. Ci siamo resi rapidamente conto che la quota di entrate di iDeal era cresciuta di più del 275% rispetto a quella generata dai pagamenti basati su carta di credito.

La morale: i consumatori olandesi stavano visitando il sito, ma non erano pronti a buttarsi e ad acquistare i prodotti finché il sito non ha messo a loro disposizione il loro metodo di pagamento preferito.

Ogni volta in cui è possibile, le aziende devono andare oltre la tradizionale traduzione dei contenuti e sfruttare il potere della localizzazione: contenuti con una voce e un tono pensati appositamente per attrarre i consumatori in mercati specifici.

Questo approccio offe un senso di autenticità che consente di generare risultati importanti. Può essere usato per l'ottimizzazione del tasso di conversione (CRO), per offrire promozioni locali, creare fiducia nel marchio e tanto altro ancora. Abbiamo scoperto che le aziende che utilizzano la localizzazione in questi modi ottengono un aumento medio del 50% nei tassi di conversione.

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20 luglio 2016

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