La 'Brexit' può aiutare il Regno Unito a guardare oltre l'UE

Anche se i dazi possono dissuadere molti acquirenti dell'UE dal fare acquisti online, i rivenditori britannici possono non solo sopravvivere ma addirittura fiorire decidendo di servire i mercati globali.

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Chris Hutchins

27 luglio 2016

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Per anni il mercato dell'e-commerce del Regno Unito è stato il più forte in Europa; fino al voto sulla Brexit dello scorso mese, infatti, era sulla buona strada per raggiungere 132 miliardi di dollari entro il 2018. Le vendite dell'm-commerce rappresentavano la metà di tutte le vendite di e-commerce nel Regno Unito. La penetrazione degli "acquirenti digitali" nel mercato si attesta intorno al 90%, la più alta in Europa occidentale.

Gli e-retailer britannici hanno chiaramente vissuto un periodo d'oro… ma in un mondo post-Brexit, queste aziende dovranno probabilmente affrontare grandi sfide. Come abbiamo riportato recentemente, se il Regno Unito e l'UE non dovessero raggiungere un accordo di libero scambio prima che il Regno Unito lasci formalmente l'Unione Europea nel 2018, sempre meno consumatori europei faranno acquisti sui siti di e-commerce del Regno Unito a causa delle tariffe elevate e dei dazi doganali.

Questa è una brutta notizia per i rivenditori elettronici del Regno Unito, molti dei quali dipendono fortemente dagli acquirenti dell'UE. Attualmente, i mercati europei rappresentano più del 50% delle esportazioni degli e-retailer del Regno Unito, con Francia e Germania che rappresentano il 40% circa della domanda. Queste esportazioni includono un quinto dell'economia delle vendite online del Regno Unito, o più del 6% del PIL del Regno Unito.

La posta è alta

Gli effetti del referendum sulla Brexit hanno già iniziato a farsi sentire. La scorsa settimana, il Fondo Monetario Internazionale ha modificato le sue proiezioni sulla crescita del prodotto interno lordo del Regno Unito. Qualche mese fa, l'FMI aveva stimato che la crescita del Regno Unito nel 2016 e nel 2017 avrebbe visto un aumento dell'1,9% e del 2,2%, rispettivamente. Queste stime sono state ridotte di 0,2 e di 0,9 punti percentuali. La Brexit "ha messo il bastone tra le ruote" alla crescita su scala mondiale, ha scritto di recente un direttore dell'FMI.

E questo impatto è destinato a durare a lungo. Entro il 2030, secondo uno studio, il reddito delle famiglie britanniche subirà una riduzione pari ad almeno 1.500 sterline, anche se alcuni rapporti più pessimistici suggeriscono che la riduzione si attesterà intorno a 5.000 sterline. In due anni, l'impatto negativo sul PIL potrebbe raggiungere il -1,3%, secondo un altro studio. Questa percentuale potrebbe arrivare al -3,3% entro il 2020. Entro il 2030, l'impatto negativo sul PIL potrebbe variare dal -2,7% al -7,7%. Con tutti questi soldi in ballo, sia nel breve sia nel lungo periodo, i rivenditori online del Regno Unito non possono permettersi di restare a guardare. Devono agire. Se i clienti residenti in Europa ridurranno i loro acquisti dai siti di e-commerce del Regno Unito negli anni a venire, la maggior parte del mercato dell'e-commerce B2C da €174 miliardi di euro (191,5 miliardi di sterline) del Regno Unito sarà a rischio.

Cosa possono fare i rivenditori online del Regno Unito? Innanzitutto, dovrebbero prendere sul serio ciò che una portavoce del Treasury del Regno Unito ha detto di recente: "La decisione di lasciare l'Unione Europea segna una nuova fase per l'economia britannica", ha detto, "ma il messaggio che vogliamo dare al mondo è questo: il nostro Paese resta aperto agli scambi commerciali. Continuiamo a essere lo stesso Paese che guarda al futuro, aperto verso il mondo e innovatore che siamo sempre stati".

Ecco come gli e-retailer del Regno Unito possono proteggere le loro entrate e i loro profitti. Devono continuare a vendere online e devono diversificare i mercati internazionali che possono raggiungere con i loro siti.

Servendo mercati molto più lontani dell'UE, le aziende del Regno Unito possono compensare le perdite provocate da una contrazione della spesa europea. Inoltre, servendo nuovi clienti in tutto il mondo, possono accrescere il loro know-how e la loro redditività.

Una soluzione semplice

Gli e-retailer del Regno Unito possono sfruttare con facilità tecnologie comprovate e traduzioni autentiche e rilevanti dal punto di vista culturale per espandersi in nuovi mercati online, e servire consumatori globali nelle loro lingue d'elezione. In passato, questa operazione era tecnicamente complessa ed eccessivamente costosa: oggi, però, i siti possono essere tradotti senza spendere un capitale e lanciati in meno di 60 giorni.

(La soluzione di MotionPoint si adatta con facilità al lancio di siti localizzati per servire dozzine di mercati internazionali. In aggiunta, è caratterizzata da tecnologie che incrementano il SERP di questi siti in lingua nei motori di ricerca regionali, e aumentano i tassi di coinvolgimento e conversione on-site).

Con queste soluzioni dalla loro parte, i rivenditori online del Regno Unito possono rivolgere la loro attenzione a ciò che è più importante: identificare i mercati giusti da servire al di fuori dell'UE.

Come consiglia Export Britain, una risorsa online per la Camera di Commercio britannica: "Il primo passo quando si pensa all'avvio o all'espansione di un'attività di esportazione è identificare i mercati che offrono le opportunità migliori e raccogliere la maggior parte delle informazioni possibili, sia a distanza sia da persone presenti sul campo".

Dove andare?

Anche se non siamo in grado di fornire dati comprovati, possiamo ovviamente identificare diversi mercati che meritano di essere considerati per un'espansione, in cui gli acquisti di e-commerce transfrontalieri sono in crescita. Alcuni di questi elementi sono forniti da fonti terze, mentre altri sono estratti dalle informazioni di e dai dati esclusivi di MotionPoint.

Colombia

Export Britain ha identificato la Colombia come un mercato ideale per l'espansione delle aziende britanniche e, in particolare, per le aziende che offrono tecnologie, prodotti e servizi i grado di sostenere l'infrastruttura in costante miglioramento del Paese. Le solide politiche finanziarie e gli accordi di libero scambio del mercato contribuiscono a ridurre il rischio.

Tutto questo corrisponde ai dati in nostro possesso. Esaminando le prestazioni di quasi una dozzina di siti in lingua spagnola di cui ci occupiamo, valutando il traffico, il coinvolgimento e la conversione provenienti da consumatori con sede in Colombia, abbiamo riscontrato risultati impressionanti. Nell'arco di due anni, il sito spagnolo di una compagnia aerea internazionale ha registrato un aumento del 40% del traffico da parte di consumatori colombiani. Nello stesso periodo le prenotazioni di biglietti sono cresciute dell'800%. Il sito spagnolo di un'altra compagnia aerea ha riscontrato un aumento di quasi il 75% in un anno.

Anche la vendita al dettaglio online tradizionale, ad esempio nell'abbigliamento, è cresciuta. Il sito spagnolo di un marchio di moda globale ha registrato una crescita del 26% del traffico e un aumento del 41% dei ricavi provenienti dalla Colombia nell'arco di un anno. Il sito spagnolo di un importante rivenditore di moda del Regno Unito ha riscontrato un incremento di quasi il 20% del traffico dalla Colombia, e un aumento del 25% delle entrate.

Messico

Secondo Export Britain, la crescita economica stabile e prevedibile del Messico lo trasformerà nella settima economia più grande del mondo entro il 2050, cosa che lo rende un mercato decisamente interessante da servire oggi. Altri punti forti sono: le catene di approvvigionamento integrate, gli accordi di libero scambio con più di 40 Paesi e le opportunità per i rivenditori e per altri settori come quello della produzione e delle telecomunicazioni.

I dati di MotionPoint supportano questo quadro. L'e-commerce transfrontaliero del Messico è fiorente. Abbiamo esaminato le prestazioni dei principali siti in lingua spagnola che gestiamo, che sono stati originariamente lanciati per servire gli ispano-americani. Il 20% circa del traffico per questi siti di e-commerce proveniva da acquirenti messicani. Questa cifra è cresciuta di oltre il 50% quando abbiamo escluso altri mercati ispanofoni.

In aggiunta, gli e-shopper messicani spendono molto online. Gli ispanici statunitensi di lingua spagnola spendono quasi il 20% in più per ordine rispetto alla media statunitense. Tuttavia, i messicani spendono quasi il 95% in più per ordine rispetto agli ispanici statunitensi.

Cina

La recente rivoluzione industriale cinese è sfociata nella recessione prevista dell'economia del Paese, sebbene la prospettiva di un crollo professata da alcuni analisti allarmisti sia ben lontana. Come afferma Export Britain, nonostante la crisi, le cose continuano a girare bene per le aziende del Regno Unito. I servizi alimentari e finanziari, infatti, occupano una posizione esclusiva per il successo, secondo il gruppo. Un altro analista sostiene che le vendite al dettaglio di e-commerce in Cina raddoppieranno entro il 2019.

Anche noi crediamo che la Cina sia un ottimo mercato per gli e-retailer del Regno Unito. I consumi sono in aumento. Alibaba, il motore della vendita al dettaglio online cinese che offre vetrine a marchi nazionali e stranieri attraverso i suoi siti web creando un "centro commerciale virtuale", sorpasserà presto Walmart come rivenditore più grande del mondo. Solo l'anno scorso, i consumatori cinesi hanno speso quasi 500 miliardi di dollari utilizzando i siti e i servizi di Alibaba. A marzo le vendite al dettaglio del mercato sono cresciute del 10,6% superando leggermente le aspettative.

L'e-commerce transfrontaliero sta aumentando anche in Cina. È cresciuto più del 70% lo scorso anno. Quest'anno, più del 15% della popolazione del Paese spenderà una media di 473,26 dollari per acquisti transfrontalieri. Entro il 2020, la percentuale salirà al 25% della popolazione, ovvero 350,5 milioni di persone.

Corea del Sud

La popolazione "sempre connessa" e appassionata di Internet della Corea del Sud va pazza per l'e-commerce. Le aziende del Regno Unito di diversi settori, tra i quali servizi finanziari, moda, tessuti, alimenti e bevande, hanno a disposizione enormi possibilità di crescita in questo Paese, in base a quanto dichiara Export Britain.

L'esperienza di MotionPoint completa questi dati. I sud-coreani sono acquirenti dell'e-commerce transfrontaliero molto esperti. Grazie ai monopoli di vendita al dettaglio locali che rendono l'acquisto online eccessivamente costoso, i coreani fanno spesso acquisti da siti web stranieri. Anche aggiungendo spese di spedizione, commissioni e tassi di cambio sfavorevoli, i prezzi sono solitamente molto più bassi rispetto a quelli offerti dal mercato domestico.

Questa tendenza, chiamata jikgu, sta crescendo. Le importazioni di e-commerce della Corea del Sud sono quintuplicate tra il 2009 e il 2013. Le importazioni del 2014 hanno superato quelle del 2013 di 1 miliardo di dollari. Vale la pena servire questi acquirenti scaltri.

Giappone

"Il Giappone offre tantissime promesse alle aziende che intendono operare in un grande mercato stabile", scrive Export Britain. "Il mercato giapponese è caratterizzato da consumatori con livelli elevati di reddito spendibile". Come afferma il gruppo, le aziende britanniche dei settori servizi, tecnologia e produzione sono quelle che hanno da guadagnare di più.

Anche noi siamo ottimisti sul Giappone. Di recente, abbiamo analizzato il mercato nella nostra serie di e-book Trendbook. Abbiamo esaminato le prestazioni degli oltre 1.000 siti localizzati gestiti da MotionPoint e combinato quei dati con informazioni fornite da terze parti autorevoli per mettere in evidenza i mercati online in crescita o quelli stimolanti.

Il Giappone è entrato con facilità nella nostra classifica dei 30 mercati più "caldi". La sua attrattiva è legata soprattutto all'inclinazione della sua popolazione al risparmio di denaro e alla sua tendenza a spendere molto in determinate verticali come l'abbigliamento di tendenza e di lusso.

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